La soluzione del governo al rincaro bollette

Il Consiglio dei ministri approva uno stanziamento per contenere o azzerare in alcuni casi gli oneri di sistema.

rincaro luce e gas
















Due miliardi di euro: è lo stanziamento deciso dal Consiglio dei ministri per tagliare gli oneri di sistema ed evitare il rincaro da capogiro delle bollette di luce e gas. A questi si aggiungono – e questo rappresenta il vero elemento di novità – altri 480 milioni per sterilizzare l’Iva al 5% sui consumi di gas metano e ulteriori 450 milioni per rafforzare il bonus sociale. Una scialuppa di salvataggio per le famiglie più in difficoltà, ovvero per quei clienti domestici economicamente svantaggiati e per i clienti domestici in gravi condizioni di salute che utilizzano delle apparecchiature elettriche salvavita.


Dovrebbe essere scongiurato in questo modo il rialzo delle bollette energetiche previsto per il primo ottobre. Per sei milioni di piccole imprese verranno azzerati gli oneri di sistema, voce che rappresenta la maggior parte dell’importo da pagare in bolletta.


L’allarme era scattato qualche giorno fa, quando il ministro della Transizione, Roberto Cingolani, si lasciò sfuggire a margine di un convegno della Cgil di Genova che dal prossimo mese la luce sarebbe aumentata del 40’% ed il gas del 30%. Un problema non solo italiano, visto che altri Paesi europei (Spagna in testa) vivono la stessa situazione.


E, infatti, le ragioni dei rincari bisogna cercarle a livello globale: da una parte, la corsa all’aumento dei prezzi delle materie prime dopo il lockdown, con uno squilibrio tra domanda e offerta che presenta la prima molto superiore alla seconda. L’Europa viene messa in ginocchio, in particolare, dall’enorme domanda di gas in Asia che viene trasportato via mare, il che ha portato i prezzi alle stelle in tutto il mondo. In questo modo, le bollette dei «poveri» consumatori finiscono per registrare i rialzi delle quotazioni del gas, materia prima per la produzione di energia elettrica nelle centrali.


D’altro canto, c’è da segnalare la quantità di CO2 emessa nell’aria, per la quale si pagano i cosiddetti permessi di inquinare, ovvero dei certificati da scambiare come un qualsiasi prodotto finanziario.


Discorsi che sembrano troppo astratti ma che diventano molto concreti quando arrivano a casa le bollette della luce e del gas. Fatture che senza l’intervento del Governo – sperando funzioni a contenere il contenibile – sarebbero lievitate complessivamente di circa 400 euro annui a famiglia. Cifra che raggiungerebbe i 700 euro se si aggiungono i rincari attesi sui carburanti.


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