COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA 2021

Sulla riforma della Giustizia del ministro Cartabia ci sarà la fiducia. Cosa prevede il testo autorizzato dal Cdm.




















La riforma della Giustizia 2021 prosegue secondo il disegno del ministro Marta Cartabia: ieri il Consiglio dei ministri ha autorizzato all’unanimità la fiducia sul testo, assicurando che sui “punti critici” resterà aperto il dialogo.


Da parte del governo c’è la volontà ad accettare emendamenti - tecnici e non ostruzionistici - e valutare modifiche costruttive, specie in tema di prescrizione.

Obiettivo primario della riforma della Giustizia 2021 è ridurre le tempistiche della Giustizia italiana almeno del 25%, in attuazione del Recovery Plan.

Non ci sono, per ora, novità riguardo amnistia e indulto nonostante per molti giuristi questa potrebbe essere la giusta occasione.


Il testo della riforma della Giustizia 2021 approderà in Parlamento venerdì 30 luglio per la prima discussione. Vediamo, punto per punto, cosa prevede il testo in merito al processo penale.


Prescrizione processo penale

La riforma della Cartabia non cambia le regole della prescrizione: confermato lo stop dei termini dopo la sentenza di primo grado di condanna o assoluzione.

Per i processi in Appello è stabilita la durata massima di 2 anni mentre per quelli in Corte di cassazione di un anno, con possibilità di proroga - rispettivamente di un anno in Appello e 6 mesi in Cassazione - per reati particolarmente gravi.

Ciò ad esclusione dei reati per cui la legge prevede l’ergastolo, che restano imprescrittibili.


Rinvio a giudizio e indagini

Cambiano i termini di durata delle indagini investigative, che dovranno essere modulati in base alla gravità del reato supposto.

Per quanto riguarda il rinvio a giudizio a seguito delle indagini, la riforma del processo penale prevede che ci possa essere solo in caso di “ragionevole previsione di condanna”.


Riforma delle pene sostitutive

Il Consiglio dei Ministri approva la delega alla Cartabia di rivedere la legge 689/1981 (nota come “legge di depenalizzazione”) sulle pene sostitutive alla pena detentiva. Con la riforma anche il giudice della cognizione potrà irrogare la detenzione domiciliare, la pena pecuniaria, i lavori di pubblica utilità e così via in caso di pene detentive inferiori a 4 anni.

Particolare tenuità del fatto

La causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, prevista all’articolo 131 bis del Codice penale, viene estesa ai reati con pena non superiore a due anni nella misura minima. La “sospensione del procedimento con messa alla prova” potrà essere proposta anche dal pubblico ministero e viene ampliata ai reati puniti con pena detentiva non superiore a 6 anni.

Digitalizzazione

Digitalizzazione e processo telematico sono le chiavi dello snellimento burocratico richiesto dall’Ue. La delega dà l’ok al deposito telematico di atti e notifiche, come accaduto in via eccezionale durante l’emergenza Covid-19.

Udienza preliminare

La riforma della Giustizia penale limita lo svolgimento dell’udienza preliminare a reati particolarmente gravi; dall’altro lato estende le ipotesi di citazione diretta a giudizio.

Ricorso in Appello e in Cassazione

Il ministro Cartabia conferma la possibilità di fare Appello in caso di condanna e proscioglimento in primo grado. Le ipotesi di inappellabilità al secondo grado restano limitate, ad esempio in caso di pene pecuniarie o misure sostitutive della pena.

Sul versante dei ricorsi in Cassazione, invece, la riforma prevede che si possa fare ricorso per dare attuazione alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, cosa fino ad ora vietata.


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