COME SAPER RICONOSCERE LE FALSE ASSICURAZIONI ONLINE

Ci sono piccoli accorgimenti per evitare truffe assicurative sul web, partendo dal nuovo elenco stilato dall'Ivass




















Ormai si fa tutto sul internet, dalla spesa, alla prenotazione delle vacanze, all'acquisto di arredamenti e di vestiti. Da qualche anno anche l'assicurazione è diventata comoda, veloce e spesso conveniente, tutto dal nostro pc di casa.

Le compagnie che lavorano sul web hanno la possibilità di applicare tariffe più competitive grazie alle minori spese fisse legate alla loro attività come il non dover sostenere i costi di una rete di sedi fisiche.


Come succede spesso in altri comparti del commercio sul web però la truffa è dietro l'angolo e camuffata con offerte che sembrano stracciate. Non a caso, l’Ivass, l’Istituto che vigila sulle aziende del settore, si è occupato recentemente delle false assicurazioni online.

L'istituto ha emesso una comunicazione con cui ha messo in guardia i consumatori, soprattutto gli automobilisti, che rappresentano la percentuale più alta dei truffati.

L’Istituto di vigilanza ha pubblicato l’elenco dei 20 nuovi siti che rientrano nella categoria delle «attività irregolari» citate come tali nel suo comunicato e dai quali tenersi alla larga poiché vendono polizze false, e che vanno ad aggiungersi ad oltre un centinaio di siti già presenti.


Oltre a sapere quali sono i siti di quelle che l’Ivass ha definito false assicurazioni, è importante capire come difendersi da chi tenta di vendere una polizza che, in realtà, si rivelerà una truffa.


La prima cosa da fare, secondo le raccomandazioni dell’Istituto, è quella di valutare bene le offerte che vengono proposte sia via Internet sia al telefono.L’Ivass mette a disposizione sul proprio sito (ivass.it) l’elenco delle imprese e degli intermediari italiani ed esteri autorizzati ad operare nel nostro Paese ed invita a controllare che la polizza venga proposta da uno di loro. Si tratta, in particolare, del Registro unico degli intermediari assicurativi (Rui) e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione europea. Se chi fa l’offerta non è incluso nell’elenco dell’Istituto, meglio rivolgersi altrove.


Altro elemento che aiuta a capire se chi ci propone una polizza è autorizzato o meno è quello dell’identificazione della compagnia. Ci sono dei dati che devono essere obbligatoriamente comunicati al cliente sul sito o sui profili social dell’impresa assicurativa o dell’intermediario abilitato. In particolare: dati identificativi (nominativo, ragione sociale, ecc.) ,indirizzo della sede, recapito telefonico, di fax e di posta elettronica certificata (Pec), numero e data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.


Gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (oltre ai Paesi Ue ci sono Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) abilitati ad operare in Italia, devono riportare sul proprio sito: i dati identificativi, il numero di iscrizione nel Registro dello Stato membro di origine, l’indirizzo di posta elettronica, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria, la dichiarazione di abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.


Chi casca nel tranello delle false assicurazioni deve presentare denuncia alle forze dell’ordine per chiedere il rimborso di quanto versato e per evitare problemi con la legge, se fermato ad un posto di blocco o di controllo infatti, scoprirà di trovarsi al volante di un’auto non assicurata.


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